Versione Normale

Moduli e procedure

Fiscalizzazione dell'illecito edilizio

La fiscalizzazione dell'illecito edilizio è limitata esclusivamente agli interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo abilitativo all'intervento edilizio e non si applica agli interventi eseguiti in assenza del titolo abilitativo, in totale difformità o con variazioni essenziali, per i quali si applica la procedura dettata dall'articolo 31 del Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380.
Non equivale inoltre ad una sanatoria dell'abuso edilizio in quanto non determina una regolarizzazione dell'illecito e non autorizza il completamento delle opere che vengono tollerate, nello stato in cui si trovano, solo in funzione della conservazione di quelle realizzate legittimamente (Sentenza della Corte di Cassazione 23/03/2004, n. 13978).

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Edilizia privata

Giudizio di impatto paesistico

La normativa paesaggistica della Regione Lombardia (Parte IV della normativa del piano paesaggistico regionale) prevede che i progetti che modificano lo stato dei luoghi e l’esteriore aspetto degli edifici siano sottoposti a valutazione paesaggistica, applicando i criteri e gli indirizzi dettati dalla Deliberazione della Giunta regionale 08/11/2002, n. 7/11045.

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Edilizia privata

Interventi edilizi liberi (manutenzione ordinaria, eliminazione barriere architettoniche, ecc.)

Sono interventi che possono essere eseguiti senza nessun titolo abilitativo (Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380, art. 6, com. 1)

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Modello unico, Comunicazione di inizio attività edilizia libera (CEL) e Procedura abilitativa semplificata (PAS) per fonti energetiche rinnovabili (FER)

Il sole, il vento, l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso, la trasformazione dei rifiuti organici o di prodotti vegetali e le biomasse sono fonti rinnovabili di energia (FER) (articolo 1 della Legge 09/01/1990, n. 10).   
Queste risorse sono rinnovabili solo se gestite in modo appropriato: il loro tempo di utilizzo deve cioè essere compatibile con quello di ripristino. 

Gli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili sono regolati dalle linee guida nazionali e dalla Deliberazione della Giunta Regionale Lombardia 18/04/2012, n. 9/3298.

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Mutamento di destinazione d'uso senza opere edili

I mutamenti di destinazione d'uso di immobili che non comportano la realizzazione di opere edilizie sono soggetti solo a preventiva comunicazione allo Sportello Unico per l’edilizia. I mutamenti devono però essere conformi alle previsioni urbanistiche comunali e alla normativa igienico-sanitaria (articolo 52, comma 2 della LR n.12 del 11/03/2005).

Le uniche eccezioni previste sono i mutamenti di destinazione d'uso di immobili finalizzati alla creazione di luoghi di culto e luoghi destinati a centri sociali (soggetti a permesso di costruire) e le limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali (articolo 20, comma 1 del D.Lgs.22/01/2004 n.42).

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Nulla Osta

Modulo per richiesta del nulla osta all’esecuzione delle opere di ordinaria manutenzione
 

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Oneri di urbanizzazione

tabelle definitive oneri di urbanizzazione

oneri di urbanizzazione: deliberazione C.C. n. 140 del 17.12.2013

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Parere preliminare

Il proprietario dell'immobile o chi ha titolo alla presentazione di:

  • permesso di costruire
  • segnalazione certificata di inizio attività
  • comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)

può chiedere il rilascio di un parere preliminare sull'ammissibilità dell'intervento, che prevede la verifica della conformità urbanistica ed edilizia.

L’acquisizione del parere preliminare non abilita, in nessun caso, la realizzazione di interventi edilizi.


 

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Permesso di costruire (PDC)

Il permesso di costruire è l’atto necessario per eseguire gli interventi di cui all'  articolo 10, lettera "c" del Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380

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Proroga per l'inizio o la fine dei lavori relativi ad un permesso di costruire (PDC)

Nel permesso di costruire sono sempre indicati i termini di inizio e di fine dei lavori. Il termine per l'inizio dei lavori non può essere superiore a un anno dal rilascio del titolo, mentre la data di ultimazione dell'opera non può superare i tre anni dall'inizio dei lavori.

Entrambi i termini possono però essere prorogati con provvedimento motivato per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso di costruire

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